domenica 10 maggio 2015
giovedì 18 dicembre 2014
Kermesse Contaminata - Spazio Fandango Incontro
Alcuni momenti della prima serata della Kermesse Contaminata tenutasi a Roma sabato 13 Dicembre 2014 presso lo Spazio Fandango Incontro.
Presentazione della serata, con Maria Carla Trapani e Laura Di Marco.
Dibattito sulla Poesia contemporanea in Italia, insieme a Letizia Leone e Laura Di Marco.
Focus HAIKU mediato da Dona Amati.
Proposte di lettura a cura di Michela Pistidda.
Presentazione della serata, con Maria Carla Trapani e Laura Di Marco.
Dibattito sulla Poesia contemporanea in Italia, insieme a Letizia Leone e Laura Di Marco.
Focus HAIKU mediato da Dona Amati.
Proposte di lettura a cura di Michela Pistidda.
posSesso arteFatto
On-line il numero di Dicembre di Diwali - Rivista Contaminata su posSesso arteFatto.
Articoli di grande valore su Roberto Ferri, Marlene Dietrich e Helmut Berger, Gala, Paola Celi a confronto con Tom Wesselmann...
una selezione di oltre 20 poeti, oltre al Focus Haiku curato da Dona Amati.
4 fotografe d'eccezione...
and much more!
Articoli di grande valore su Roberto Ferri, Marlene Dietrich e Helmut Berger, Gala, Paola Celi a confronto con Tom Wesselmann...
una selezione di oltre 20 poeti, oltre al Focus Haiku curato da Dona Amati.
4 fotografe d'eccezione...
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Per la morte di Giovanni Segantini
Implorazione dei monti, voci del regno alto e santo,
dolor selvaggio dei vènti combattuti, profondo pianto
delle sorgenti pure,
quando l’ombra discesa da un più alto regno benda
5la rupe e il ghiacciaio albeggia solo come un cammino che attenda
grandi orme venture!
Salutazione dei monti, coro delle gioie prime,
laude impetuosa dei torrenti, fremito delle cime
percosse dalla meraviglia,
10quando si fa la luce nelle vene della pietra
come nelle fibre del fiore perché Demetra
rivede la sua figlia!
Dominazione dei monti, purità delle cose intatte,
forza generatrice delle fiumane pròvvide e delle schiatte
15armate per l’eterna guerra,
mistero delle più remote origini quando un pensiero
divino abitava le fronti emerse dai mari! O mistero,
purità, forza sopra la Terra!
Spenti sono gli occhi umili e degni ove s’accolse l’infinita
20bellezza, partita è l’anima ove l’ombra e la luce la vita
e la morte furon come una sola
preghiera, e la melodìa del ruscello e il mugghio dell’armento e il tuono
della tempesta e il grido dell’aquila e il gemito dell’uomo
furon come una sola parola,
25e tutte le cose furono come una sola cosa
abbracciata per sempre dalla sua silenziosa
potenza come dall’aria.
Partita è su i vènti ebra di libertà l’anima dolce e rude
di colui che cercava una patria nelle altezze più nude
30sempre più solitaria.
O monti, purità delle cose intatte, forza, mistero
sopra la Terra, ella va e ritorna come un pensiero
immortale sopra la Terra.
O monti, o culmini, il suo dolore fu come la vostra ombra
35sopra la Terra. La sua gioia sarà oltre la sua tomba
un palpito della Terra.
Gabriele D'Annunzio - Elettra (1903)
dolor selvaggio dei vènti combattuti, profondo pianto
delle sorgenti pure,
quando l’ombra discesa da un più alto regno benda
5la rupe e il ghiacciaio albeggia solo come un cammino che attenda
grandi orme venture!
Salutazione dei monti, coro delle gioie prime,
laude impetuosa dei torrenti, fremito delle cime
percosse dalla meraviglia,
10quando si fa la luce nelle vene della pietra
come nelle fibre del fiore perché Demetra
rivede la sua figlia!
Dominazione dei monti, purità delle cose intatte,
forza generatrice delle fiumane pròvvide e delle schiatte
15armate per l’eterna guerra,
mistero delle più remote origini quando un pensiero
divino abitava le fronti emerse dai mari! O mistero,
purità, forza sopra la Terra!
Spenti sono gli occhi umili e degni ove s’accolse l’infinita
20bellezza, partita è l’anima ove l’ombra e la luce la vita
e la morte furon come una sola
preghiera, e la melodìa del ruscello e il mugghio dell’armento e il tuono
della tempesta e il grido dell’aquila e il gemito dell’uomo
furon come una sola parola,
25e tutte le cose furono come una sola cosa
abbracciata per sempre dalla sua silenziosa
potenza come dall’aria.
Partita è su i vènti ebra di libertà l’anima dolce e rude
di colui che cercava una patria nelle altezze più nude
30sempre più solitaria.
O monti, purità delle cose intatte, forza, mistero
sopra la Terra, ella va e ritorna come un pensiero
immortale sopra la Terra.
O monti, o culmini, il suo dolore fu come la vostra ombra
35sopra la Terra. La sua gioia sarà oltre la sua tomba
un palpito della Terra.
Gabriele D'Annunzio - Elettra (1903)
Giovanni Segantini, Ave Maria, 1886.
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