mercoledì 9 ottobre 2013
domenica 6 ottobre 2013
lunedì 30 settembre 2013
Diwali - Rivista Contaminata Numero II
E' finalmente uscito il II numero di Diwali - Rivista Contaminata sul tema
La Meccanica dei Sentimenti
Il numero è scaricabile dal sito www.rivistadiwali.it
Riporto di seguito uno stralcio dell'editoriale.
La meccanica dei sentimenti, nella sua polivalenza semantica, rimanda
alla complessità di un rapporto che oggi sembra giocarsi in modo
indiscusso nella dominazione del primo termine sul secondo. Eppure, con
l’ambiguità dell’espressione, che lascia nell’indeterminato tale
rapporto, senza decidere se si tratti di specificazione, di
contraddizione o di ordine gerarchico, intendevamo proprio invitare alla
problematizzazione di quello che sembra un assunto, e cioè la presa
mostruosa e snaturante della meccanica sui sentimenti.
Nell’epoca della tecnica compiuta, ma anche della chiacchiera che l’accompagna – per riprendere, tradendolo, un linguaggio heideggeriano – sembra infatti scontato che sia la meccanica, in quanto forza estranea, anonima e totalizzante, a esercitare il suo dominio assoluto, strutturando, informando e infine mortificando i sentimenti, impedendo quell’ascolto poetico – potremmo dire genericamente artistico – nel quale dovrebbe realizzarsi un destino autenticamente umano. La gabbia d’acciaio nella quale siamo presi sembra insomma un destino, al quale non possiamo opporci. Un destino capovolto, contrario a quello che sembra poter essere il sentiero della realizzazione dell’uomo, in ascolto dell’essere nel suo disvelarsi, nella poiesi come creazione libera dalla costrizione del lavoro.
Nell’epoca della tecnica compiuta, ma anche della chiacchiera che l’accompagna – per riprendere, tradendolo, un linguaggio heideggeriano – sembra infatti scontato che sia la meccanica, in quanto forza estranea, anonima e totalizzante, a esercitare il suo dominio assoluto, strutturando, informando e infine mortificando i sentimenti, impedendo quell’ascolto poetico – potremmo dire genericamente artistico – nel quale dovrebbe realizzarsi un destino autenticamente umano. La gabbia d’acciaio nella quale siamo presi sembra insomma un destino, al quale non possiamo opporci. Un destino capovolto, contrario a quello che sembra poter essere il sentiero della realizzazione dell’uomo, in ascolto dell’essere nel suo disvelarsi, nella poiesi come creazione libera dalla costrizione del lavoro.
lunedì 5 agosto 2013
Poeti in gara, 1989
Girovagando per la rete ho scoperto che la RAI, ormai quasi 25 anni fa, propose nell’ambito della trasmissione ‘L’aquilone’ la rubrica ‘Poeti in gara’.
Gli incontri videro i sedici poeti (Dario Bellezza, Giovanna Bemporad, Piero Bigongiari, Giuseppe Bonaviri, Giuseppe Conte, Maurizio Cucchi, Margherita Guidacci, Vivian Lamarque, Valerio Magrelli, Dacia Maraini, Elio Pagliarani, Vito Riviello, Amelia Rosselli, Edoardo Sanguineti, Maria Luisa Spaziani, Valentino Zeichen) torneare dal gennaio al maggio 1989, ed il voto popolare premiò Giovanna Bemporad e Giuseppe Bonaviri.
L’esperimento fu ripetuto anche nella stagione televisiva seguente con dodici partecipanti e con una nuova formula. Ogni poeta presentò e lesse un autore del passato, di sua scelta, dal 1200 al 1900.
I poeti invitati furono:
Attilio Bertolucci legge Guido Gozzano
Toti Scialoja legge Clemente Rebora
Toti Scialoja legge Clemente Rebora
Edith Bruck legge Sibilla Aleramo
Franco Loi legge Delio Tessa
Franco Loi legge Delio Tessa
Luciano Erba legge Giambattista Marino
Andrea Zanzotto legge Giuseppe Parini
Elio Filippo Accrocca legge Giuseppe Gioachino Belli
Roberto Mussapi legge Michelangelo Buonarroti
Roberto Mussapi legge Michelangelo Buonarroti
Mario Luzi legge Guido Cavalcanti
Gabriella Sobrino legge Gaspara Stampa
Gabriella Sobrino legge Gaspara Stampa
Alfredo Giuliani legge Giovanni Boccaccio
Ariodante Marianni legge Lorenzo de' Medici
Ariodante Marianni legge Lorenzo de' Medici
Tutti i video si trovano su youtube e linkati nella sezione ‘Video’ del sito dell’autore televisivo Giorgio Weiss
( --> http://www.giorgioweiss.it/ )
Negli anni de ‘La vita in diretta’ mi viene un po’ da pensare su come Mamma Rai abbia fatto involvere il proprio palinsesto.
Iscriviti a:
Post (Atom)