venerdì 19 settembre 2014

The September Issue

On-line il nuovo numero di Diwali - Rivista Contaminata sul tema 'Spaesamenti'.
Un numero ricco di contenuti interessanti tra cui retrospettive sulle opere di Andrea Chiesi, Christo & Jean-Claude, Banksy.
Ospitiamo la poeta siriana Maram Al Masri, una delle autrici contemporanee più apprezzate al mondo.
Presentiamo i lavori fotografici di Johan Raiz, Miloje Savic, Angelika Leik, Pasquale Comegna e Carlo Travaglini.
Guardiamo insieme i video di DPBIT e Fabio Magnasciutti.
Invitiamo alla lettura di autori illustri come Angela Carter e Hélène Cixous.
And much much more...
Da non mancare! Scaricabile gratuitamente dalla homepage del sito:
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mercoledì 13 agosto 2014

Virginia e la creatività delle donne



Non ci sono metri, accuratamente divisi in frazioni di centimetri, per poter misurare le qualità di una buona madre o la devozione di una figlia o la fedeltà di una sorella o l'abilità di una massaia. 
Intere ghirlande di parole dovrebbero illegittimamente spiccare il volo verso la nascita, prima che una donna possa dire quel che accade quando entra in una stanza. 
Le stanze sono così diverse; sono tranquille o tempestose; aperte sul mare, o al contrario sul cortile di un carcere; c'è il bucato steso, oppure splendono di opali e sete; sono dure come il crine o soffici come le piume...basta entrare in una stanza qualunque di una qualunque strada perché ci salti agli occhi quella forza estremamente complessa della femminilità. 
Come potrebbe essere altrimenti? Le donne sono state sedute in queste stanze per milioni di anni, cosicché ormai perfino le pareti sono pervase dalla loro forza creativa, che infatti soverchia talmente la capacità dei mattoni e della malta, che per forza deve attaccarsi alle penne, ai pennelli, agli affari e alla politica. Ma questa forza creativa è molto diversa da quella degli uomini
E dobbiamo dedurne che sarebbe un gran peccato se venisse ostacolata o sprecata, perché è stata ottenuta con secoli della più drastica disciplina, e non c'è niente che possa sostituirla. 
Sarebbe un gran peccato se le donne scrivessero come gli uomini, o vivessero come loro, o assumessero il loro aspetto; perché se due sessi non bastano, considerando la vastità e la varietà del mondo, come potremmo cavarcela con uno solo? L'educazione non dovrebbe forse sottolineare e accentuare le differenze, invece delle somiglianze? Perché di somiglianze ce ne sono anche troppe. 



A portrait of Virginia Woolf by her sister, Vanessa Bell. 
Photograph: Estate of Vanessa Bell/NPG/PA

mercoledì 23 luglio 2014

Cercansi Poeti

Chiamata a contributo per gli amici e lettori POETI. Abbiamo bisogno di voi per il numero di Settembre. Inviateci il vostro contributo entro il 01/09 p.v. sul tema ‘Spaesamenti’. Un argomento di ampio respiro che si presta a molte interpretazioni: lasciate fluire la parola poetica attraverso i paesaggi nei quali vi siete persi e poi ritrovati nei vostri versi. 
L’indirizzo mail per inviare i materiali è diwalirivistacontaminata@gmail.com

Qui sotto: Mario Schifano, Campo di pane, Smalto e acrilico su tela, 1984

domenica 20 luglio 2014

Per descrivere il fiore di mandorlo



Torno su Darwich, un autore che amo, grazie all'amica Valentina

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Per descrivere il fiore del mandorlo non mi giovano né enciclopedie
né vocabolari...
le parole mi trascinano nelle insidie della retorica,
la retorica ferisce il senso e loda la ferita
come il maschile detta al femminile i suoi sentimenti,
in che modo potrà risplendere allora il fiore del mandorlo nella mia lingua
che ne è l’eco?
Il fiore del mandorlo è trasparente come una risata d’acqua
che dalla timidezza della rugiada sboccia sui rami...
leggero come un bianco motivo musicale...
debole come l’apparire di un’idea che
spunta sulle dita
e inutilmente scriviamo...
denso come un verso di poesia che non può essere scritto
con parole.
Per descrivere il fiore del mandorlo devo visitare
l’inconscio, guidato verso i nomi dei sentimenti
appesi agli alberi. Qual è il suo nome?
Qual è il suo nome nella poetica del nulla?
Devo penetrare la gravità e le parole
per sentirne la leggerezza quando diventano
spettro sussurrante, così io divento loro e loro me,
trasparenti e bianche.
Le parole non sono patria e nemmeno esilio,
sono, invece, la passione del bianco nel descrivere il fiore del mandorlo.
Non neve né cotone, che cos’è dunque nella sua superiorità
alle cose e ai nomi?
Se l’autore riuscisse a comporre un brano
che descriva il fiore del mandorlo, svanirebbe la nebbia
sulle colline e un popolo intero direbbe:
eccole,
ecco le parole del nostro inno nazionale!


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Mahmud Darwish
traduzione dall’arabo di Fawzi Al Delmi



sabato 5 luglio 2014

In un ristorante di Tirli (Grosseto)


Numero di Diwali di Settembre - Spaesamenti

“Spaesamento”, è la scritta del cartello stradale che vi invitiamo a seguire, per perdervi nel tragitto, per poi ritrovarvi nelle vostre creazioni.
Quello dello spaesamento non è niente di più che un punto di vista privilegiato, che ci consente di cogliere ad arte gli oggetti della nostra esperienza. Una condizione che frequenta il paradosso, e che può renderci stranieri nel nostro paese, estranei alla nostra stessa casa. Che segnala eccentricità e mette in moto processi di decentramento creativo.
Inaspettatamente smarrito, estraneo al proprio ambiente, dentro e fuori ad un tempo, è chi si trova ad esperire spaesamento.
Spaesato è colui che non si sente cittadino a casa propria, pur senza aver ricevuto alcuna notifica di espulsione; ovvero colui che si sente perso finanche nella propria città. S-paesarsi è percorrere quindi la crepa tra l’oicos e la polys, senza decidersi sul pubblico né sul privato. In bilico tra la Legge e i propri affari. Si abita così l’assenza del diritto ad abitare il proprio mondo.
E si avverte novamente la percezione dell’inadeguatezza di artista alla propria stessa arte, come se nello spazio tra l’opera e la mano, tra il tasto e la mente, tra l’occhio e l’immagine, vigesse da sempre la legge della separatezza. Separati dall’arte come condizione stessa dell’arte, gli artisti.
Spaesati per definizione, conosciamo bene i luoghi dell’estraneità, perché straniera è sempre la nostra casa, spostati eppure a posto. Non resta che prestare attenzione al nostro esser sempre un po’ più in là dal centro, e rappresentarlo per Diwali!

Aspettiamo i vostri materiali poetici, fotografici e multimediali al consueto indirizzo di posta elettronica diwalirivistacontaminata@gmail.com

Termine ultimo per l’invio fissato al 1° Settembre 2014.

Alighiero & Boetti, Mappa, 1970, arazzo.