domenica 29 giugno 2014

Trauma & Creazione

E' uscito il numero di primavera di Diwali - Rivista Contaminata sul tema 'Trauma & Creazione'.
Saggi su Basquiat, la Saponificatrice di Correggio, l'esperimento Milgram, Wolfango Telis e Giorgio Giardina.
Interventi poetici di Roberto Marzano, Andrea Borrelli, Marino Santalucia e Vincenzo Signoretta.
Focus sugli Haiku dal volume 'Haiku come ciliegi in fiore', ed. Fusibilia Libri, a cura di Dona Amati.
Fotografie di Elena Galanti, Veronica Coletta, Frank Pierre Moreau, Giuliano Del Gatto.
Video arte con insights sulle opere di Franko B, David Cronenmberg e Bob Flanagan.
Proposte letterarie su autori come Yourcenar, Citati, Rizzo.
.... and much more.

http://www.rivistadiwali.it/

domenica 15 giugno 2014

Presentazione dell'Affiche Poétique 
Cristal Lyrics #7
La Passoire, Grenoble, 12 Giugno 2014








mercoledì 4 giugno 2014

Numero sbagliato

Nella pinacoteca squillò il telefono,
squillò a mezzanotte tra i quadri alle pareti;
poteva svegliare i dormienti, se c’erano,
ma qui abitano solo insonni profeti,
soltanto re sbiancano al chiarore lunare,
del tutto indifferenti a quel che c’è da guardare
e, vivace all’aspetto, la moglie del notaio
osserva l’aggeggio che squilla sul caminetto.
ma no, non mette via il suo bel ventaglio,
come gli altri resta appesa, colta sul non fatto.
Superbamente assenti, con ricche vesti o senza,
trattano quell’allarme con noncuranza,
in essa c’è, lo giuro, assai più humor nero
che se dalla cornice scendesse un condottiero
(a cui solo il silenzio fa fischiare le orecchie).
E il fatto che qualcuno continui a richiamare,
provando in buona fede all’apparecchio
un numero inesatto? E’ vivo, può sbagliare.

Wisława Szymborska, dal libro Discorso all’ufficio oggetti smarriti

Norman Rockwell, The art critic

giovedì 22 maggio 2014

Devo molto a quelli che non amo

Devo molto
a quelli che non amo.
Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro.
La gioia di non essere io
il lupo dei loro agnelli.
Mi sento in pace con loro
e in libertà con loro,
e questo l’amore non può darlo,
né riesce a toglierlo.
Non li aspetto
dalla porta alla finestra.
Paziente
quasi come una meridiana,
capisco
ciò che l’amore non capisce,
perdono
ciò che l’amore non perdonerebbe mai.
Da un incontro a una lettera
passa non un’eternità,
ma solo qualche giorno o settimana.
I viaggi con loro vanno sempre bene,
i concerti sono ascoltati fino in fondo,
le cattedrali visitate,
i paesaggi nitidi.
E quando ci separano
sette monti e fiumi,
sono monti e fiumi
che trovi su ogni atlante.
È merito loro
se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico,
con un orizzonte vero, perché mobile.
Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote.
«Non devo loro nulla» -
direbbe l’amore
su questa questione aperta.

Wisława Szymborska 

lunedì 19 maggio 2014

La scimmia

Cacciata dall’eden prima dell’uomo, 
perché aveva occhi così contagiosi
che guardandosi intorno nel giardino
sprofondava perfino gli angeli
in uno sconforto repentino. Pertanto
dovette, pur senz’umile acquiescenza,
fondare sulla terra la sua discendenza.
Lesta, sveglia e destra, conserva una gratia
scritta con la “t”, al terziario risalente.
Adorata dagli Egizi, con una pleiade
di pulci nell’argentea, sacra chioma,
ascoltava arcitacendo pensosa
che volessero da lei. Ah, non morire.
E se ne andava scrollando il culetto vermiglio,
a significare non lo vieto né lo consiglio.
In Europa le fu tolta l’anima,
ma per distrazione le lasciarono le mani;
e un monaco che dipingeva affreschi
diede alla santa palmi stretti, animaleschi.
La santa doveva
prendere la grazia come una nocciolina.
Calda come un neonato, tremante come un vecchio,
la portavano alle corti dei regnanti.
Uggiolava saltando alla catena d’oro,
col suo piccolo frac dai colori sgargianti.
Una Cassandra. Di che ridere qui.
Commestibile in Cina, sul vassoio
fa smorfie arrostite o lesse.
Ironica come un brillante su oro finto.
Il suo cervello ha un sapore delicato,
e qualcosa gli deve pur mancare,
dato che nulla ha mai inventato.
Nelle favole sola, insicura di ciò che fa,
riempie di boccacce gli specchi,
si burla di sé, ossia ci dà un buon esempio,
come un parente povero che di noi tutto sa,
anche se non ci facciamo salamelecchi.
Wislawa Szymborska – “La Scimmia” da Sale (1962)

sabato 3 maggio 2014

Metrici Moti

APRILE 2014, con l'editore Gaetano deComporre Edizioni, è uscita l'antologia in versi Metrici moti.
Curatore: Pozzoni Ivan
Autori: 
Bertola Carla - Bressan Beatrice - Carbonaro Yvonne - Catagnoli Leonardo - Catoni Stefano - Cinti Gabriella - Coco Emilio - De Falco Carmine - Di Lieto Giuseppe - Doria Antonella - Gattoni Lorenzo - Giuliodori Lucio - Greco Angela - Grillo Emma Giuliana - Izzo Michele - Lo Iacono Piero - Lorenzetto Nicola - Mattio Amos - Nasr Meeten - Rega Enzo - Reggiori Luca - Roversi Enea - Scaloni Flavio - Segala Negrini Roberto - Spagnuolo Agostina - Tuzet Giovanni - Ugolini Liliana - Vitacchio Alberto - Vivenzio Salvatore - Zollino Massimiliano.


Il prezzo pagato per l’attenzione dovuta alla significazione e allo straripamento della poesia contemporanea, che potremmo o vorremmo classificare tardo moderna, è un ludus che cerca di ri /conquistare lo spirito inquieto del poeta, teso al respiro dotto, e distinto per il gioco sempre affascinante della parola. Dopo Zanzotto, che prendiamo come esemplare della rottura, la poesia ha cercato ripetutamente la capacità disfidare la realtà proponendosi con sempre più scarsa originalità per una lettura altra, mentre è andata perdendo quel senso di magia e di segretezza che distingueva e distingue la classiche regole della scrittura […] Sul versante di una ricerca obiettiva nell’arco degli ultimi decenni le voci più feconde tra i viventi risultano interessate a una sperimentazione attenta e rigorosa, in un panorama poetico culturale che, a dispetto dell’emarginazione, dei separatismi,dei pregiudizi, riesce ad offrire una certa originalità anche se nella varietà degli stili (Antonio Spagnuolo).